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Di Palma: Un fisco solidale per una società migliore Stampa E-mail
lunedì 01 marzo 2010
ImageIl sistema fiscale, secondo la CISL, deve essere cambiato a favore delle classi medie e medio basse, per il lavoro dipendente, per le famiglie monoreddito, per gli anziani ed i pensionati, per i giovani.
E' la richiesta -d enuncia fatta dalla la CISL nel tax day del 27 Febbraio us. che ha visto a Roma la partecipazione di dirigenti e lavoratori e pensionati nelle diverse realtà territoriali regionali, per evidenziare il bisogno di cambiare il fisco.
Lo dichiara Domenico Di Palma, segretario generale aggiunto della Cisl di Frosinone, nel sottolineare ancora che occorre ricercare e sviluppare un nuovo patto sociale con tutte le espressioni della società.
Andando al sodo delle proposte, Di Palma sottolinea che rispetto all'impianto degli anni settanta di utilizzare l'IRPEF come misura fiscale, il corrente sistema non funziona, non rispetta le profonde trasformazioni del tessuto economico, produttivo e sociale. I lavoratori, i pensionati sono diventati il "bancomat dello Stato" come ben evidenziato dal segretario nazionale Raffaele Bonanni.
La riforma, pensata dalla Cisl , necessita di circa un punto e mezzo di PIL, cioè circa 20 - 25 miliardi.
Ecco, allora, continua il segretario generale aggiunto, l'urgente bisogno di una lotta all'evasione (130 miliardi di € ), rafforzando, attraverso una diffusa cultura di legalità fiscale, la strategia di contrasto con la semplificazione delle norme e delle procedure.
Da qui una programmazione dei controlli più selettiva e mirata, una maggiore determinazione della capacità di deterrenza del sistema sanzionatorio, una forte integrazione dei sistemi di controllo, una reintroduzione dei meccanismi di tracciabilità. Nonché un'accelerazione dell'anagrafe tributaria, un'azione di trasparenza sugli studi di settore .
In sostanza un mix tributario che sposti il peso fiscale ai consumi, al reddito da capitale, alle rendite finanziarie, al patrimonio ed alla proprietà.
Guardando, ad esempio, alcuni dati relativi alle addizionali Irpef regionali e comunali, rileviamo, dice Di Palma, che la città di Frosinone, ha quota 0,50 Regionale, 0.50 Comunale + 0,9 di quota nazionale, per un totale addizionale Irpef di 1,90 pari a Roma, meno a Viterbo (1,80 con quota regionale 0,50 e comunale 0,40) Latina ha un totale di 2,02 (0,50 regionale e 0,62 quota comunale) Rieti è a 2,20.
Sul fronte delle classi di reddito, imponibile ai fini delle addizionali all'Irpef, il Comune di Frosinone ha 23.373 contribuenti con diversa classificazione. Si parte da 305 contribuenti fino a 1.000 euro per arrivare a 301 contribuenti oltre 100.000 euro.
Il nucleo più consistente è di 4945 contribuenti da 15mila a 20mila euro per scendere a 1302 contribuenti da 33.500 a 40mila. Numeri che non sempre rispecchiano la realtà .
Il nostro percorso - conclude Di Palma - non si esaurisce con il tax day ma continuerà attraverso momenti di dialogo costruttivo con le istituzioni, le rappresentanze sociali al fine di giungere, presto, ad una riforma del fisco che riduca le disuguaglianze, affermando che il diritto di cittadinanza è riconosciuto, come ci ricorda Aldo Moro, quando ogni persona oltre ad invocare diritto e libertà, faccia fino in fondo il proprio dovere, dando concretezza ai valori della solidarietà, dell'unità con occhi attenti al futuro migliore per le nuove generazioni.
Ufficio stampa e comunicazione Cisl di Frosinone



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